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» l'aeroportO "CLEMENTE PANERO"

L'apertura dell'aeroporto di Villanova d'Albenga, intitolato alla memoria del sergente Clemente Panero, caduto durante la I Guerra Mondiale e decorato con medaglia d'oro al valore, risale al 1922 prima che l' Aeronautica militare fosse costituita come Arma autonoma, cosa che avvenne nel 1923. L'aeroporto era sorto per scopi militari al fine di difendere i confini verso la Francia e inizialmente la pista di volo, su prato, aveva una lunghezza di circa 900 metri, sufficiente per le esigenze di lancio degli aerei di allora. Durante tutta la II Guerra Mondiale fu base operativa per aerei da caccia, bombardieri, aerosiluranti e ricognitori. Fu dichiarato di pubblica utilità con regio decreto 20 novembre 1924 n. 2320, pubblicato sulla G. U. del 7 febbraio 1925 n. 31 e, pertanto, vennero gradualmente espropriati i terreni di 373 proprietari. Sorsero delle controversie sui tempi di pagamento per cui, a tutela dei diritti degli espropriati, si istituì una commissione che deliberò poi all'unanimità di accettare i prezzi concordati. Il Prefetto di Genova, con ordinanze 8 gennaio e 18 febbraio 1927 n. 473 e n. 3910, impose al Ministero dell'Aeronautica di depositare nella Cassa Depositi e Prestiti, presso la Regia Intendenza di Finanza di Genova, le somme rappresentanti le indennità concordate con i diversi proprietari e il 26 maggio 1928 il Ministero dell'Aeronautica fu autorizzato ad occupare permanentemente le aree necessarie.

Nel 1929 la ditta Piaggio, stabilimento aeronautico di Finale Ligure, lo utilizzò per montaggio e collaudo dei suoi prototipi e il primo aereo Piaggio a decollarvi fu il P9. Nel 1939 tale ditta ottenne la commessa per un quadrimotore denominato P 108 B che venne costruito a Finale, smontato e trasportato di notte lungo la via Aurelia appositamente chiusa al traffico normale e poi rimontato a Villanova ove si effettuò il primo collaudo il 24 novembre. Nel 1937 fu il primo aeroporto italiano a essere dotato di pista in asfalto elastico (macadam) e a venire utilizzato come sede del comando della CXIX squadriglia da ricognizione. Un allungamento del campo di volo fu attuato nel 1939 con l'occupazione di altro terreno di proprietà comunale presso l'Arroscia. Dal 1936 al 1940 vennero costruite, oltre all'hangar e ad una caserma, una nuova caserma a più piani con autorimessa, una palazzina ufficiali con annesso il circolo ufficiali, un hangar molto ampio nel luogo dove sorgono, attualmente, la stazione aerea e la massicciata della pista, ma nel 1944 pista ed edifici furono distrutti sia dai bombardamenti aerei che dalle truppe tedesche. Alla fine del periodo bellico iniziò l'opera di ricostruzione e di adeguamento alle nuove realtà aeronautiche; l'aeroporto continuò a progredire sia per il montaggio e collaudo di altri aerei, sia per l'incremento commerciale.
Nel 1959 fu costituita la società S.E.A.V.A., lo scalo fu utilizzato per l'esportazione dei fiori verso la Germania, la Danimarca e la Svezia e per trasporto passeggeri, che nel 1968 furono 30.000, con linee per Milano, Roma Ciampino, Aosta e Torino. In seguito, a causa dell'evoluzione tecnologica aeronautica che consentì la costruzione di aerei più capienti e più economici, della nascita del nuovo aeroporto di Genova Sestri e del trasferimento in esso dell'attività Piaggio, iniziò il declino anche se si era proceduto a un nuovo allungamento della pista di lancio con occupazione di altri terreni di proprietà comunale e di privati. La civilizzazione fu completata nel 1983.

Attualmente l'aeroporto occupa una superficie di circa 97 ettari compresi nella rete perimetrale di recinzione, possiede una pista in asfalto bituminoso di m. 1560 più una striscia erbosa di arresto di m. 140 con una larghezza che va da 60 a 45 metri. Ha banchine di m. 7,50 e piazzali di sosta velivoli di mq. 17.000 di cui mq. 7000 in macadam e mq. 10.000 in prato compattato . Esso è situato al limite nord occidentale della pianura albenganese, è equidistante dai due aeroporti di Nizza e di Genova ed esattamente al centro del Ponente ligure per cui si propone come scalo ideale per il comprensorio delle due province di Savona e Imperia. Tra gli aeroporti europei di carattere minore, è uno dei pochi privilegiati sotto il profilo climatico perchè nella stagione invernale non è soggetto a fenomeni meteorologici quali la nebbia, il ghiaccio o la neve che limitano l'attività di volo. E' sede dell'Aeroclub Savona che è suddiviso in varie sezioni: scuola di volo motore, paracadutismo, aviazione leggera, aeromodellismo, volo acrobatico e ospita anche la Società Elicotteristica Eliliguria che ha per scopo sia la prestazione di servizi elicotteristici per passeggeri sia l'espletamento di numerosi altri compiti quali il trasporto di materiale al gancio, la costruzione e la tesatura di linee elettriche, l'avvistamento e l'intervento per lo spegnimento di incendi boschivi, la manutenzione dei ripetitori televisivi, i servizi aerofotografici, il soccorso stradale, alpino e in mare. Altre attività praticate sono i voli panoramici, i collegamenti con campi da golf e stazione sciistiche e le escursioni in montagna. Dal gennaio '97 si è dato un forte impulso ai programmi di sviluppo conseguendo la capacità di ricevere velivoli fino a 120 passeggeri e, a breve, si aggiungerà la possibilità di atterraggio notturno. Nell'estate 1997-'98 sono riprese, dopo circa trent'anni di inattività, linee aeree regolari (limitate al periodo estivo) con la Corsica e la Sardegna. Per la salvaguardia del territorio, è stato insediato un presidio di protezione civile e di servizio antincendio e si è concluso l'iter burocratico per la creazione di una base elicotteristica permanente di Carabinieri. Posizionato a metà strada circa fra il "Cristoforo Colombo" di Genova ed il "Cote d'Azur" di Nizza, si propone di servire l'utenza del ponente ligure consentendo forti risparmi di tempo, già in termini di trasferimento a terra.

 
 
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